venerdì 17 maggio 2013

"Volevo essere Coco Chanel" - Vanessa Valentinuzzi


Inizio con una premessa: questa è una recensione che potrebbe essere considerata "in due tempi"...nel senso che appena ho iniziato un libro ho avuto un'impressione, poi dopo una cinquantina di pagine, l'opinione è cambiata quasi radicalmente :S

Le prime pagine mi sembravano buone, interessanti, poi sono diventata sempre più insofferente andando avanti nella lettura e alla fine non ho abbandonato il libro solo perchè per giudicare mi sembra doveroso leggere dalla prima all'ultima pagina...
Come avrete capito comunque il mio giudizio è negativo, purtroppo...
Quando devo esprimere un parere non favorevole verso un libro mi sento sempre un po' in colpa, perchè penso che se io fossi al posto dell'autore/autrice ovviamente ci resterei male...
Ma è anche vero che ciascuno quando finisce un manoscritto e lo affida ad un editore, lo fa perchè sente che la sua creatura va benissimo così come è...si è mai visto un genitore dire che il proprio figlio è brutto o non intelligente? No, perchè il cuore ci rende meno obiettivi...
Questo per dire che secondo me l'autrice ha messo davvero tanto di se in questo libro, lo si intuisce...però la storia non decolla come invece si potrebbe pensare all'inizio, grazie alla narrazione scorrevole e semplice...

Il titolo è leggero e "sciocchino" ma la storia ha un retrogusto amaro che fotografa uno spaccato d'Italia che quasi tutti conosciamo: precariato, mancanza di meritocrazia, crisi economica, favoritismi, compromessi su compromessi e tante porte sbattute in faccia (non solo lavorativamente parlando).
Sono questi ed altri gli ostacoli che Ottavia trova sul suo cammino: è laureata con il massimo dei voti e a Milano lavora veramente sodo per una paga di poco superiore a 1000 euro al mese.
Ma quando in azienda c'è bisogno di "tagliare qualche testa", la sua salta, senza che la sua laurea, la sua competenza, il suo senso di responsabilità e la sua affidabilità abbiano importanza...
Ora che non ha più un lavoro interessante, ma anzi è disoccupata, anche il suo fidanzato scopre di non volerla più: lui è un modello con una brillante carriera e dover dire che la sua fidanzata è disoccupata sarebbe poco appropriato e decisamente sfigato, secondo lui...
Così ad Ottavia non resta che lasciare Milano e tornare sulla sua Roma...E li si ritrova a trentanove anni a dover ripartire come una ragazzina: dalla casa dei genitori e da un lavoro in un call center a 600 euro al mese.
Li Ottavia vede passarsi davanti agli occhi tante realtà diverse, accomunate tutte dal fatto che per avere qualcosa in tasca a fine mese hanno accettato un lavoro che sembra l'ultima spiaggia rimasta...

Torno a ribadire il mio dispiacere per la delusione avuta da questo libro: ho letto sul web che l'autrice ha tentato di dare parecchia visibilità al libro senza però riuscirci troppo...come ho detto prima si capisce che lei ha speso tanta energia per questo romanzo, che ci ha creduto...
Non ha caso il suo blog è www.metticisempreilcuore.com

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Laura