venerdì 24 maggio 2013

"Tutta colpa del tacco 12" di Amy Silver

"Tutta colpa del tacco 12" di Amy Silver


"Tutta colpa del tacco 12 non può non ricordare i romanzi di Sophie Kinsella" dice la nota del retrocopertina del libro...
Sì, in effetti ricorda molto la saga "I love shopping", anzi, TROPPO!
Troppo in senso negativo, che ha decisamente il gusto amarognolo di una brutta copia fatta non tanto bene...
La protagonista viene licenziata e scopre un tradimento e cosa fa? Spende!
Sa che la sua situazione finanziaria è malconcia e che fa? Spende!
Deve trovarsi un lavoro perchè rasenta il lastrico e che fa? Spende, spende e spende!
E' calzante il titolo originale: "Confessions of a reluctant recessionista".

Il romanzo si legge in modo molto veloce e scorrevole perchè è decisamente leggerino, però ha da subito il sentore di qualcosa di letto e riletto se si ha un po' di esperienza con la chick-lit...
E a tratti ricorda pure "Il diavolo veste Prada": Cassandra (detta Cassie) ha un capo che è un tiranno, che la spedisce a prenderle il caffè (e guai se non è esattamente come lo vuole lui!) o in lavanderia a ritirare le proprie cose e che, ad un party aziendale, pretende che sia lei a sapere nomi, vita, morte e miracoli degli ospiti... vi ricorda qualcosa? Eh si, il party a cui Andy di "Il diavolo veste Prada" salva e stupisce la temibile Miranda.

La scrittura è carina, ma manca terribilmente di originalità, il libro è un mix di altri romanzi ben più noti e pure più interessanti.
Detto questo, purtroppo non c'è da dire molto altro.
Un romanzetto non male, ma che non può aggiudicarsi più di una sufficienza come giudizio.

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Laura