domenica 5 maggio 2013

"Mirtilli a colazione" - Meg Mitchell Moore

"Mirtilli a colazione" di Meg Mitchell Moore


Ho scelto questo libro per il suo titolo: lo trovavo romantico, delicato, interessante, curioso e un po' misterioso...ultimamente leggo moltissimi romanzi rosa a tema culinario.
Stavolta invece il titolo non c'entra proprio niente con cucina e dintorni :)

Un bel romanzo, che parla della delicatezza e della difficoltà dei rapporti tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle, tra coniugi.
Temi delicati e ben noti a tutti, affrontati senza andare troppo nello specifico, in modo un po' troppo superficiale... anche le descrizioni dei personaggi sono molto carenti, pressoché inesistenti...
e purtroppo anche la scrittura non è molto briosa e avvincente, mancano coinvolgimento e profondità, ma si tratta comunque di una lettura che merita una sufficienza.
Voto complessivo: 6.

Se lo consiglierei? Diciamo che se lo trovate in biblioteca o magari su una bancarella dell'usato, ok...ma eviterei di spendere i 16 e più euro in libreria per acquistare questo libro...

Meg Mitchell Moore


Per sapere qualcosa di più sul libro:
http://www.illibraio.it/generi/narrativa_generale/mirtilli_a_colazione_9788811681779.php


Burlington, Vermont.
Il tavolo della colazione sembra un campo di battaglia. Uova strapazzate, mirtilli e briciole di pane sulla tovaglia. In salotto giocattoli sparsi a terra e il pianto di un neonato.
Ginny e William credevano di aver smesso di fare i genitori.
Pensavano di potersi godere in pace gli anni della loro vecchiaia: curare il giardino, scaldarsi alle chiacchiere serene dell'ultimo sole.
Ma è bastato un solo weekend perché tutto cambiasse e la loro casa venisse improvvisamente invasa da tutti i loro figli.
La prima a presentarsi è Lillian, in fuga da un marito fedifrago, con al seguito la sua bambina di tre anni Olivia e il neonato Philip.
Poi Stephen, accompagnato dalla moglie che scopre proprio in quel momento che la sua gravidanza è a rischio ed è costretta all'immobilità immediata.
E infine Rachel, la figlia minore, che ha perso il lavoro e non può più permettersi le scarpe costose e l'affitto nel pieno centro di Manhattan.
Dovevano fermarsi solo pochi giorni, ma sono diventati ospiti a tempo indeterminato.
William e Ginny hanno di fronte a loro una lunga, lunghissima estate in cui, fra piatti rotti, urla selvagge, ma anche la carezza tenera delle dita paffute di un nipotino, devono imparare a conoscere di nuovo i figli e i loro problemi, ormai molto più complessi di una caduta dalla bicicletta e un ginocchio sbucciato.
Perché non si smette mai di essere genitori.

1 commenti:

le Fate del feltro ha detto...

ho la stessa tazza della copertina ;)

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Laura